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Approfondimenti / Strumenti volontari

 

GLI ACCORDI AMBIENTALI COME STRUMENTO DI SVILUPPO SOSTENIBILE

 
Dr.ssa Ivana Brancaleone - Consulente e Valutatore di Sistemi di Gestione

Data di redazione: 14-11-2007

 

Descrizione

L’accordo volontario (definito anche ambientale) rappresenta un contratto tra uno o più soggetti pubblici istituzionali (Commissione Europea, Ministeri dell’Ambiente o dell’Industria, Regioni, Province, Comuni, APAT, ARPA, Camere di Commercio, Università) e almeno un soggetto economico (singola impresa, consorzio di imprese, associazioni di categoria) al fine di tutelare l’ambiente e come strumenti innovativi di politica ambientale.

La politica di concertazione che si porta avanti con le realtà produttive registra un atteggiamento positivo e costruttivo da parte del sistema industriale, un approccio innovativo in un contesto internazionale dove la competitività si gioca sempre più anche sulla frontiera della qualità ambientale dei prodotti e dei processi produttivi. Politiche ambientali positive devono, infine, essere sempre più capaci di stimolare innovazione, efficienza nell'utilizzo delle risorse e ricerca scientifica.

Oggetto

Qualsiasi tema ambientale può essere trattato tramite tale strumento. L’oggetto dell’accordo ambientale può essere di due diversi tipi:

  • il primo descrive l’obiettivo generale dell’accordo, cioè lo scopo ambientale che viene specificato nell’oggetto (es. la quantità fisica di inquinamento che deve essere eliminata);

  • il secondo possibile oggetto del contratto riguarda, invece, il mezzo per raggiungere l’obiettivo collettivo (es. standard di emissione o di prodotto).

Le linee d'azione rispondono a diversi obiettivi: il rispetto degli impegni che il nostro Paese ha assunto a livello internazionale, specie sul tema dei cambiamenti climatici; l'individuazione di risposte a particolari problemi ambientali sul fronte della riduzione dei consumi energetici, della tutela dall'inquinamento elettromagnetico, del recupero e riciclo dei rifiuti; lo sviluppo e la diffusione nei distretti industriali dei sistemi di gestione ambientale (EMAS e ISO 14001) e dell'assegnazione dei marchi ecologici (Ecolabel); lo sviluppo di nuove tecnologie, di nuove professionalità e della ricerca in campo ambientale.

Tipologie

Gli accordi volontari possono avere diverse forme, a seconda del peso assunto dal soggetto pubblico:

  • Schemi volontari pubblici: sono rappresentati da programmi standard sottoposti dal settore pubblico all’universo delle imprese coinvolte, senza la mediazione di associazioni di categoria;

  • Accordi negoziati: consistono in un accordo tra la pubblica amministrazione e un’associazione di categoria (o la singola impresa) a seguito di una negoziazione tra le parti. A seguito dell’accordo, le imprese possono assumere l’impegno, o di ottenere certi risultati, o di intraprendere certe azioni;

  • Programmi volontari unilaterali riconosciuti dalla Pubblica Amministrazione. I programmi volontari unilaterali si presentano quali forme di autoregolamentazione, che prevedono impegni unilaterali; si presentano quali programmi di miglioramento ambientale elaborati dalle imprese e sottoscritti con un impegno pubblico. Il requisito perché possano essere considerati "accordi volontari" è che siano riconosciuti formalmente dalla pubblica amministrazione.

Le condizioni generalmente ritenute necessarie all’applicazione degli accordi volontari sono: la definizione di obiettivi chiari e raggiungibili, il riconoscimento dell’esistenza di vantaggi ma anche di impegni reciproci fra le parti.

Rapporto tra normativa ed accordi

Per quanto concerne il rapporto esistente tra accordi ambientali e regolamentazione diretta, i due strumenti non solo possono essere utilizzati l’uno in sostituzione dell’altro, ma possono anche coesistere in quattro modi diversi, infatti, l’accordo volontario:

  • rappresenta una fase preliminare prima dell’adozione di una normativa;

  • viene firmato per raggiungere obiettivi già fissati con una normativa preesistente;

  • completa una normativa già esistente fissando obiettivi più ambiziosi in condizioni particolari;

  • stabilisce delle linee guida che permettono di coordinare una regolamentazione diretta di ambito più limitato.

Vantaggi competitivi

L’utilizzo degli accordi ambientali può comportare alcuni vantaggi sia per le imprese sia per la pubblica amministrazione. Tra i vantaggi per le imprese ricordiamo:

  • la possibilità di evitare o ritardare una regolamentazione coercitiva;

  • l’opportunità di influenzare lo sviluppo della regolamentazione;

  • il miglioramento dell’immagine e della posizione competitiva;

  • l’individuazione di soluzione tecnologiche innovative;

  • la motivazione del personale;

  • il maggiore radicamento nel territorio in cui si trovano gli insediamenti produttivi.

Tra i vantaggi comportati per la pubblica amministrazione, invece, ricordiamo:

  • la rivelazione di maggiori informazioni, da parte delle imprese, in situazioni di asimmetria informativa;

  • l’ottenimento di maggiore consenso, con la risoluzione di problemi ambientali;

  • lo stimolo all’innovazione e al trasferimento tecnologico.

Vantaggi economici

Ma tra i vantaggi più rilevanti per le imprese si registra la possibilità di accesso a fondi di sostegno di carattere economico-finanziario, vantaggi fiscali, contributi che la controparte istituzionale può prevedere in caso di adesione agli accordi, sovvenzioni, prestiti agevolati, garanzie, sgravi fiscali, riduzione di tasse e imposte ambientali. In questo caso i contributi finanziari delle autorità pubbliche o altri benefici, quali esenzioni fiscali o ridistribuzioni dei gettiti d’imposta, vengono a far parte di un accordo.

La formula dello sviluppo sostenibile, quindi, consente aiuti alle imprese non solo in vista di una maggiore efficienza e competitività, ma anche in funzione della tutela dell’ambiente.

Nell’ambito degli aiuti agli investimenti rientrano anche quelli concessi in assenza di norme vincolanti, nel quadro di accordi volontari in base ai quali le imprese adottano misure rilevanti di lotta contro l’inquinamento senza o prima che vi siano tenute per legge.

L’obiettivo degli incentivi agli investimenti è quello di aiutare le imprese ad osservare livelli di protezione più elevati rispetto a quelli stabiliti per legge, quindi, possono essere utilizzati per:

  • agevolare o accelerare l’adeguamento degli impianti a nuove norme;

  • ridurre le emissioni a livelli inferiori a quelli previsti dalla normativa vigente o da nuove norme;

  • investire in settori prioritari per la tutela ambientale con benefici per la collettività (es. gestione rifiuti e riciclaggio);

  • riparare, in un sito, i danni ambientali del passato in assenza di responsabilità e di obbligo giuridico di disinquinamento per le nuove imprese.

Conclusioni

L’utilizzo degli accordi risponde all’esigenza di sperimentare l'innovazione in ambiti territoriali ed industriali la cui peculiarità economica ed ambientale la rende possibile, anche in forza delle numerose esperienze maturate in ambito pubblico e privato per il miglioramento della qualità ambientale. E' possibile quindi sperimentare programmi di miglioramento ambientale che coinvolgano la responsabilità, non solo del settore industriale ma anche di tutti gli altri soggetti ed in primo luogo degli enti locali, ponendosi obiettivi di qualità per tutti i sistemi coinvolti (industriale, territoriale, infrastrutturale, sociale, ecc).

Nel caso dei distretti industriali, nei quali l’adesione agli accordi è lo strumento per lo sviluppo e la diffusione dei sistemi di gestione ambientale (EMAS e ISO 14001) o dell'assegnazione dei marchi ecologici (Ecolabel), è interesse delle imprese considerare i loro specifici problemi ambientali nell'ambito di un programma di miglioramento ambientale generale dell'intera area geografica che caratterizza il distretto.

Questo concetto include la possibilità di mettere in comune risorse ed esperienze per soluzioni unitarie agli stessi problemi ambientali: la possibilità di attivare sinergie con le imprese di servizio pubblico operanti nel distretto; la possibilità di stabilire un rapporto di collaborazione attiva con le autorità locali responsabili delle autorizzazioni, ed infine con le autorità di controllo ambientale concordando con esse gli obiettivi generali di miglioramento del bacino geografico da cui far discendere il contributo della singola impresa.

Il ricorso a tali strumenti volontari per i diversi soggetti coinvolti risulta d’interesse in particolare:

  • per l’autorità locale con l’obiettivo di definire, per una porzione del territorio che ricade sotto la sua responsabilità, un programma di miglioramento ambientale concordato con le imprese, che salvaguardi contemporaneamente le esigenze produttive aziendali e le esigenze di protezione e salvaguardia dell'ambiente;

  • per i cittadini e le organizzazioni che li rappresentano al fine di vedere affrontato in maniera organica ed unitaria il problema della soluzione delle questioni ambientali relative al territorio in cui essi vivono;

  • per i sindacati e per i lavoratori con lo scopo di operare per migliorare il contesto in cui agiscono le imprese dove lavorano sia per la salvaguardia dell'ambiente di lavoro, sia per creare condizioni che rendano compatibili le attività produttive e il loro sviluppo per la conservazione dei posti di lavoro e per la creazione di nuovi;

  • per le autorità di controllo ambientale con l’intento di poter svolgere i propri compiti nell'ambito di un quadro predefinito e di più agevole verifica, in un contesto inoltre di collaborazione con i soggetti da controllare.