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News / Giurisprudenza / Acque e Rifiuti

15-05-2015

Cassazione penale, Scarichi e rifiuti liquidi

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 16623 del 21 aprile 2015, si è pronunciata sul confine tra scarichi e rifiuti liquidi, che con il d.lgs. 4/2008 è stato delimitato in modo ancor più netto, ripristinando, in sostanza, la situazione antecedente all'entrata in vigore del d.lgs. 152/06.

La Corte ha ribadito che "La disciplina sugli scarichi trova applicazione soltanto se il collegamento tra ciclo di produzione e recapito finale sia diretto ed attuato mediante un sistema stabile di collettamento. Se presenta, invece, momenti di soluzione di continuità, di qualsiasi genere, si è in presenza di un rifiuto liquido, il cui smaltimento deve essere come tale autorizzato".

Difatti, la disciplina delle acque sarà applicabile in tutti quei casi nei quali si è in presenza di uno scarico, anche se soltanto periodico, discontinuo o occasionale, di acque reflue in uno dei corpi recettori specificati dalla legge ed effettuato tramite condotta, tubazioni, o altro sistema stabile. In tutti gli altri casi nei quali manchi il nesso funzionale e diretto delle acque reflue con il corpo recettore si applicherà, invece, la disciplina sui rifiuti.

Nel caso di specie, si era in presenza di reflui zootecnici immessi in due vasche con formazione di un canale naturale e versamento in un terreno retrostante incolto di proprietà dell'istante con ruscellamento nel torrente.


 

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