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News / Giurisprudenza / Rifiuti

18-02-2019

Cassazione penale, gestione illecita rifiuti e particolare tenuità del fatto

 La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 3579 del 24 gennaio 2019, si è pronunciata sul reato di attività di gestione di rifiuti non autorizzata (ex art. 256 c. 1, d.lgs. 152/2006) e causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto.

La Corte ha ribadito che "la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, di cui all'art. 131-bis cod. pen., non può essere applicata ai reati necessariamente abituali ed a quelli eventualmente abituali che siano stati posti in essere mediante reiterazione della condotta tipica, traendone la conseguenza che deve essere esclusa la ricorrenza della particolare tenuità del fatto in caso di reiterato conferimento di rifiuti prodotti, da terzi in assenza del necessario titolo abilitativo, di cui al reato eventualmente abituale previsto dall'art. 256, comma primo, D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152".

Nel caso di specie,  il Tribunale aveva ritenuto l'imputato responsabile del reato di cui all'art. 256 comma 1 lett. a) del d.lgs. n. 152 del 2006, perché, senza autorizzazione, effettuava attività di raccolta e trasporto di rifiuti speciali prodotti da terzi (per lo più rottami ferrosi) conferendoli presso l'impianto di recupero.


 


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