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News / Giurisprudenza / Rifiuti

17-03-2021

Cassazione penale, disciplina terre e rocce da scavo

La corte di Cassazione, con la Sentenza n.  9954 del 15 marzo 2021, si è pronunciata sull'applicabilità della disciplina delle terre e rocce da scavo.

"La sussistenza dei requisiti di applicabilità della disciplina sulle terre e rocce da scavo di cui all’art. 186 d.lgs. 152/06 deve essere accertata in fatto dal giudice del merito sulla base di dati fattuali oggettivi e non può essere dimostrata da chi ne invoca l’applicazione sulla base dei meri contenuti cartolari di progetti, accordi, dichiarazioni di intenti ed atti similari, mentre, per ciò che concerne i titoli abilitativi, non è sottratta al giudice del merito la possibilità di valutarne la validità ed efficacia".

In merito al limite temporale entro il quale deve avvenire il reimpiego, presente sia nella prima stesura dell'art. 186 (comma 8) che in quella attuale (commi 2, ultima parte e 7) del d.lgs. 152/2006, la Corte ha precisato che "è di tutta evidenza che anche il requisito in esame, richiesto ai fini dell'applicazione della speciale disciplina delle terre e rocce da scavo, per le modalità con cui è strutturato, ha lo scopo di evitare che le procedure di favore siano utilizzate per smaltire rifiuti. La certezza del riutilizzo, inoltre, dovrà essere dimostrata sulla base di dati oggettivi e riscontrabili, dovendosi conseguentemente escludere che contratti, dichiarazioni dei soggetti coinvolti, accordi, o altre manifestazioni di volontà o di intenti comunque espressi possano ritenersi idonei allo scopo".


 

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