Diritto alla riparazione, dlgs di attuazione direttiva Ue

Pubblicato nella GU il Decreto Legislativo 25 settembre 2026, n. 176, che recepisce la direttiva (UE) 2024/1799 recante norme comuni che promuovono la riparazione dei beni.

Il dlgs 176/2026, in vigore dal 22 ottobre 2026 (salvo alcuni articoli che si applicano ai contratti conclusi dal 31 luglio 2026), modifica il Codice del consumo (D.Lgs. n. 206/2005) con l’obiettivo di rafforzare il diritto dei consumatori alla riparazione dei beni e promuovere un mercato più sostenibile, riducendo sprechi e favorendo la circolarità dei prodotti.

Il decreto si applica:

  • alla riparazione dei beni acquistati dai consumatori quando il difetto non è coperto dalla responsabilità del venditore;
  • alcuni obblighi valgono solo per i beni con specifiche di riparabilità previste da atti UE (elenco nell’allegato II-decies).

Il nuovo articolo 127-quiquies disciplina l’obbligo di riparazione da parte del fabbricante, in particolare:

  • Il fabbricante deve riparare i beni con specifiche di riparabilità, gratuitamente o a prezzo ragionevole.
  • La riparazione deve avvenire in un tempo ragionevole.
  • Possibilità di fornire un bene sostitutivo o, se impossibile riparare, un bene ricondizionato.

Per favorire la trasparenza, la norma prevede un modulo europeo di informazioni sulla riparazione che deve contenere:

  • identità e contatti del riparatore,
  • descrizione del difetto,
  • tipo di riparazione,
  • prezzo o criteri di calcolo,
  • tempi,
  • disponibilità di beni sostitutivi,
  • luogo di consegna,
  • servizi accessori.

Le condizioni indicate nel modulo non possono essere modificate per 30 giorni.

Inoltre, si istituisce una sezione nazionale della piattaforma UE dove vi possono registrarsi:

  • riparatori,
  • venditori di beni ricondizionati,
  • acquirenti di beni difettosi per ricondizionamento,
  • iniziative di riparazione partecipativa.

L’accesso alla piattaforma è gratuito per i consumatori.

Per la violazione degli obblighi individuati dalla nuova disciplina, salvo che il fatto non costituisca reato, sono previste sanzioni amministrative pecuniarie da 5.000 a 50.000 euro, con limiti raddoppiati nei casi di particolare gravità o recidiva.


 Decreto Legislativo 25 settembre 2026, n. 176 

Attuazione della direttiva (UE) 2024/1799 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, recante norme comuni che promuovono la riparazione dei beni. (GU Serie Generale n.233 del 07-10-2026)

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