Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 3066/2026, si è pronunciato sulla legittimazione del Conou a impugnare i provvedimenti autorizzativi ambientali.
Il Consiglio di Stato, alla luce della normativa di riferimento, ha ritenuto sussistente sia la legittimazione che l’interesse ad agire del Consorzio con riguardo all’impugnazione di un provvedimento che autorizzi un’attività di rigenerazione di oli usati secondo un processo ritenuto illegittimo dal Consorzio stesso perché non conforme alle BREF e privo di sperimentazione.
Il Consiglio di Stato, riformando la sentenza del Tar, ha affermato che il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati (Conou) è legittimato ad agire in quanto ente istituito dalla legge con compiti propri e situazioni giuridiche soggettive autonome.
Nel caso di specie, il Consorzio ha impugnato il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) rilasciato a una società consorziata ritenendo tale autorizzazione illegittima in relazione alla qualificazione del processo di rigenerazione degli oli usati come conforme alle BREF, anche nella parte in cui si prevede una combinazione di diverse tecnologie previste dal medesimo documento, senza una previa sperimentazione (nello specifico, si contesta l’asserita idoneità della tecnologia dell’Alkali treatment nella fase di finissaggio del processo di rigenerazione).

