Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 20 gennaio 2026, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo recante l’attuazione della direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente.
Esame preliminare
Come riportato nel Comunicato stampa, l’intervento normativo è volto a rafforzare la prevenzione e il contrasto dei reati ambientali, tenendo conto dell’accresciuta rilevanza dei fenomeni di degrado ambientale, della perdita di biodiversità e degli effetti dei cambiamenti climatici, nonché della dimensione transfrontaliera della criminalità ambientale.
Si introducono modifiche al Codice penale, aggiornando e integrando la disciplina degli eco-delitti, con particolare riferimento alle fattispecie di inquinamento ambientale e alle nuove ipotesi di commercio di prodotti inquinanti, produzione e commercio di sostanze ozono-lesive e di gas a effetto serra. Inoltre, si rafforzano le circostanze aggravanti, si precisa la nozione di condotta abusiva e si adegua il trattamento sanzionatorio, in coerenza con le indicazioni della direttiva europea.
Il provvedimento amplia il catalogo dei reati ambientali rilevanti ai fini della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica (decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231), e adegua la disciplina delle sanzioni, nel rispetto dei principi di proporzionalità ed effettività.
Al fine di assicurare la cooperazione e il coordinamento più efficaci e tempestivi tra tutte le autorità competenti coinvolte nella prevenzione e nella lotta contro i reati ambientali, si istituisce presso la Procura generale presso la Corte di cassazione il Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale. Di tale Sistema fanno parte: il Procuratore generale presso la Corte di cassazione; i Procuratori generali presso le Corti d’appello; il Procuratore nazionale antimafia.
Entro il 21 maggio 2027, il Parlamento elabora e pubblica la Strategia nazionale di contrasto ai crimini ambientali. Tale documento programmatico, aggiornato ogni tre anni, definirà gli obiettivi prioritari della politica nazionale, valuterà le risorse necessarie e promuoverà misure per innalzare la consapevolezza pubblica sulla tutela ambientale.
Esame definitivo
Aggiornamento
Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 21 aprile 2026, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2024/1203 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 aprile 2024, sulla tutela penale dell’ambiente, che sostituisce le direttive 2008/99/CE e 2009/123/CE.
Come riportato nel Comunicato stampa, alla luce dei pareri espressi dalle Commissioni parlamentari competenti sono state apportate modifiche che riguardano, tra l’altro, il Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale, nell’ambito del quale il Procuratore generale presso la Corte di Cassazione potrà avvalersi della collaborazione specialistica dell’Arma dei Carabinieri.
Inoltre, la responsabilità per morte o lesioni viene estesa anche ai casi derivanti dal commercio di prodotti inquinanti, non solo all’inquinamento diretto. In merito alle sanzioni relative alla condotta di gestione non autorizzata di rifiuti, infine, viene introdotta una distinzione punitiva basata sulla pericolosità dei rifiuti stessi, con sanzioni che vanno da una ammenda di 2.000 euro alla reclusione fino a tre anni.

