Il Mase, in risposta ad interpello, fornisce chiarimenti sulla corretta applicazione dell’articolo 137, comma 11, del decreto legislativo 152/2006, in relazione alla sanzione penale per scarichi di acque reflue senza autorizzazione.
Quesito
La Provincia della Gallura Nord-Est Sardegna chiede al Ministero di chiarire il rapporto tra l’art. 137, comma 11, e l’art. 133, comma 2 del D.Lgs. 152/2006, in particolare per precisare:
- se la sanzione penale dell’art. 137, c. 11 (violazione dei divieti di scarico) si applichi anche agli scarichi domestici sul suolo, quando non autorizzabili per il divieto assoluto dell’art. 103;
- oppure se, mancando nel comma 2 dell’art. 133 la clausola “salvo che il fatto costituisca reato”, debba applicarsi solo la sanzione amministrativa.
Risposta Mase
Il Ministero, dopo avere richiamato le norme applicabili, ricorda che:
- Il sistema sanzionatorio del TUA è basato sul doppio binario: amministrativo (art. 133) e penale (art. 137).
- L’art. 133, c. 2 non contiene la clausola “salvo che il fatto costituisca reato”, creando dubbi interpretativi.
- Tuttavia, le due fattispecie sono distinte:
- l’Art. 133, c. 2 → riguarda gli scarichi domestici astrattamente autorizzabili, ma privi del titolo.
- l’Art. 137, c. 11 → riguarda gli scarichi che violano divieti assoluti, quindi non autorizzabili in alcun caso, salvo eccezioni previste.
IL Ministero, quindi, conclude che se l’assenza dell’autorizzazione dipende dal fatto che lo scarico è vietato in assoluto dagli artt. 103 o 104 (e non ricorra alcuna delle eccezioni tassative), allora:
- si applica la sanzione penale dell’art. 137, comma 11,
- non la sanzione amministrativa dell’art. 133, comma 2.
In altre parole: quando lo scarico è vietato in astratto, la violazione è penale; quando sarebbe autorizzabile ma manca l’autorizzazione, è amministrativa.
Mase, risposta ad interpello, prot. 182771 del 3 settembre 2026
Interpello ambientale ai sensi dell’art. 3-septies del D.Lgs. 152/2006 concernente i “Rapporti tra l’art. 137, comma 11, e l’art. 133, comma 2, del D.Lgs. 152/2006. Richiesta di interpretazione ministeriale”

