Inail, Rischio chimico negli ambienti di lavoro

L’Inail ha pubblicato sul proprio sito l’opuscolo Rischio chimico negli ambienti di lavoro, che presenta le norme tecniche a supporto di una corretta valutazione del rischio.

Il rischio chimico comprende tutti i pericoli per la salute e la sicurezza legati alla presenza e all’uso di agenti chimici nei luoghi di lavoro. Si tratta di un rischio diffuso, non limitato all’industria chimica o ai laboratori, ma presente in molti contesti lavorativi in cui si manipolano sostanze o muscele.

La regolamentazione sul rischio chimico si basa su un insieme articolato di norme cogenti e norme tecniche volontarie, entrambe fondamentali per garantire un elevato livello di tutela della salute dei lavoratori.

Tra le norme cogenti le principali sono:

  • D.lgs 81/08 (Testo unico salute e sicurezza sul lavoro)
  • D.lgs. 39/2016 (Allineamento al CLP e al Reg. REACH)
  • D.lgs. 135/2024 (Sostanze tossiche per la riproduzione)

Accanto agli obblighi normativi, un ruolo sempre più rilevante è svolto dalle norme tecniche europee e internazionali che pur non essendo obbligatorie rappresentano importanti punti di riferimento veri e propri strumenti operativi per l’applicazione delle norme cogenti, tra le principali:

  • UNI EN 689:2019 (Requisiti prestazionali di base)
  • UNI EN 482:2021 (Requisiti prestazionali di base)
  • Manuale UNICHIM 208, 2024 (Modalità di applicazione della norma UNI EN 689:2019)

Le norme volontarie UNI EN 689 sulla valutazione dell’esposizione per inalazione e la UNI EN 482 sui requisiti prestazionali dei metodi di misura (richiamate nell’allegato XLI del dlgs 81/2008), costituiscono importanti strumenti operativi per l’applicazione delle norme cogenti.

Le norme tecniche assumono un ruolo determinante per garantire uniformità metodologica, affidabilità delle misurazioni e piena coerenza tra gli obblighi giuridici e le pratiche
applicative. Standard come la UNI EN 689:2019 fornisce al valutatore una metodologia di riferimento per la determinazione del superamento o meno del limite di esposizione professionale, risultando essenziali per una gestione strutturata e documentabile del rischio chimico.


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