Nel sito dell’Agenzia Europea dell’Ambiente è stato pubblicato un briefing che fornisce informazioni sulle interconnessioni tra economia circolare e mitigazione del cambiamento climatico.
La pubblicazione dell’EEA
La pubblicazione dell’EEA (European Environment Agency) si basa su una revisione dei risultati di studi recenti e sostiene l’Accordo per l’Industria Pulita 2025 e il Piano d’Azione per l’Economia Circolare 2020.
L’economia circolare ha un notevole potenziale di mitigazione climatica, ma le stime variano molto tra gli studi esaminati (periodo 2020-marzo 2025). La letteratura recente mostra che, se applicata su larga scala, l’EC potrebbe ridurre le emissioni globali di gas serra in media del 33%, con valori che oscillano tra il 2% e il 99%.
Stato della ricerca
Negli ultimi 5 anni sono stati pubblicati oltre 130 studi sul tema, la maggior parte dei quali riguarda Europa e paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), con alcuni studi a livello globale.
I metodi utilizzati negli studi esaminati sono eterogenei (LCA, MFA, EEIO, meta‑studi), rendendo difficile il confronto diretto:
- Quasi la metà (48%) utilizza la Valutazione del Ciclo di Vita (LCA) come approccio principale
- Approcci ibridi che combinano metodi multipli sono utilizzati nel 32% degli studi
- il 10% sono meta-studi
- l’Analisi del Flusso di Materiali (MFA) nel 4% e
- l’analisi Input-Output Estesa Ambientale (EEIO) nel 3%.
Come l’economia circolare riduce le emissioni
Le misure si distribuiscono lungo il ciclo di vita dei prodotti distinguendo tra tre fasi:
- Prima dell’uso: Progettazione (design) circolare, sostituzione materiali → riduzione media di circa il 39%.
- Durante l’uso: riutilizzo, estensione della vita utile → riduzione media di circa il 30%.
- Dopo l’uso: riciclo, trattamento separato dei rifiuti → riduzione media di circa il 60% (la fase più efficace).
Potenziale di mitigazione per settore
Per quanto riguarda i relativi potenziali di riduzione delle emissioni per settore, in termini di mitigazione, si rilevano i seguenti valori medi stimati:
- Gestione rifiuti: 52% (il più alto potenziale di mitigazione climatica)
- Costruzioni/edifici: 48%
- Trasporti/mobilità: 28%
- Industria: 26%
- Agricoltura e sistemi alimentari: 24%
Riduzioni assolute delle emissioni di gas serra (Gt CO₂e al 2050):
- Agricoltura e sistemi alimentari: fino a 7,3 Gt (il più alto potenziale globale di riduzione)
- Costruzioni/edifici: fino a 6,8 Gt
- Cambiamenti alimentari nella dieta (da alimenti di origine animale a quelli di origine vegetale): 0,9-5,9 Gt
- Agricoltura rigenerativa: 2,5 Gt.
Misure più efficaci
Tra le misure più efficaci in termini di potenziale di riduzione più alto si annoverano:
- Riciclo e trattamento separato dei rifiuti (fino al 78% di riduzione).
- Sostituzione dei materiali e design circolare.
- Riduzione dello spazio abitativo e mobilità condivisa.
- Cambiamenti alimentari (diete più vegetali) con impatti molto elevati.
- Le misure dal lato della domanda (comportamenti, modelli di consumo) risultano spesso più efficaci delle sole soluzioni tecniche.
Punti chiave
- La gestione dei rifiuti è un punto di partenza efficace per molti paesi.
- Il settore delle costruzioni è cruciale, in quanto offre opportunità chiave per la mitigazione del clima.
- Occorre concentrarsi sui materiali ad alta intensità di carbonio (metalli, cemento).
- La combinazione di misure a monte (design, riuso) e a valle (riciclo) massimizza i benefici.
- Serve maggiore trasparenza metodologica e armonizzazione dei modelli.
- Sono in corso sviluppi importanti in progetti europei del programma Horizon UE come CircEUlar, CIRCOMOD, CO₂NSTRUCT, che stanno sviluppando quadri di modellizzazione completi meglio progettati per quantificare il potenziale di mitigazione climatica delle misure dell’economia circolare.
Sito internet: Agenzia Europea dell’Ambiente
Per approfondire
Pubblicazione: https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/assessing-the-climate-mitigation-potential-of-circular-economy

