Greenwashing, Sostenibilità e trasparenza per le imprese

Si segnala la pubblicazione nella sezione Approfondimenti della Rivista Qualità di AICQ Numero 6/2025 dell’articolo su “Direttiva Greenwashing: Sostenibilità e trasparenza nella strategia delle imprese” a cura della Dott.ssa Ivana Brancaleone – Studio Brancaleone, che è Vice Presidente del Comitato Ambiente ed Energia di AICQ Nazionale (Associazione Italiana Cultura Qualità).

Approfondimento Greenwashing

L’articolo si presenta come un approfondimento pratico sulla Direttiva UE 2024/825 “Greenwashing”, mettendo in evidenza rischi, obblighi e opportunità strategiche per le imprese, con un focus sul ruolo delle certificazioni accreditate come leva di trasparenza e competitività.​

Le regole contro il greenwashing

La nuova Direttiva UE 2024/825 contro il greenwashing cambia le regole della comunicazione ambientale: claim generici vietati, maggiori tutele per i consumatori e un ruolo centrale per certificazioni e sistemi di gestione accreditati.

In un mercato sempre più sensibile alla sostenibilità, la Direttiva UE 2024/825 introduce regole stringenti contro il greenwashing, vietando asserzioni ambientali vaghe o non dimostrabili come “verde”, “ecologico”, “a impatto zero” se non supportate da dati verificabili lungo il ciclo di vita del prodotto. La norma modifica la disciplina sulle pratiche commerciali sleali e sui diritti dei consumatori, puntando su informazioni chiare su durabilità, riparabilità e impatto reale dei beni, per consentire scelte di acquisto consapevoli e responsabili.

La comunicazione trasparente

L’articolo illustra anche i principali casi AGCM (GLS, Shein, San Benedetto) e un decreto del Tribunale di Milano, che mostrano come le autorità stiano già reprimendo affermazioni ambientali non supportate da prove solide, rafforzando l’esigenza di una comunicazione fondata su dati e certificazioni. In questo scenario, le imprese che avviano un percorso strutturato – analisi interna dei claim, integrazione della sostenibilità nel core business, uso sistematico di LCA e certificazioni accreditate – possono trasformare la conformità in leva competitiva e di fiducia verso clienti, istituzioni e mercato.

Da obbligo a vantaggio competitivo

Per le imprese non si tratta solo di un aggravio normativo: la Direttiva rappresenta un’opportunità per costruire una reputazione solida e differenziarsi con una comunicazione ambientale trasparente, fondata su standard riconosciuti. Le aziende dovranno abbandonare i claim generici e orientarsi verso dichiarazioni specifiche, misurabili e documentate, pena sanzioni economiche rilevanti, rischi reputazionali e possibili profili di responsabilità anche ex D. Lgs. 231/2001.

La risposta strategica: le certificazioni

La risposta strategica passa da sistemi di gestione e certificazioni ambientali: ISO 14001 ed EMAS per la gestione ambientale d’impresa, la Carbon Footprint di organizzazione e di prodotto, le etichette di tipo I come l’Ecolabel UE, le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD), gli schemi nazionali come “Made Green in Italy” e certificazioni specifiche come ReMade per il contenuto di riciclato. Questi strumenti, verificati da organismi accreditati (es. Accredia), rendono i claim controllabili da terzi e conformi ai requisiti di trasparenza richiesti dalla nuova disciplina.

Autrice

Ivana Brancaleone

Libera professionista, laureata in Giurisprudenza, si occupa prevalentemente di Diritto Ambientale, in particolare sulla normativa dei rifiuti, svolgendo attività di Consulenza, formazione, aggiornamento normativo e Verifiche di conformità.

È Consulente e Lead Auditor di Sistemi di Gestione Ambientale ISO 14001-Emas e Qualità ISO 9001, Consulente abilitata ReMade® e Certificazioni Ambientali e di Sostenibilità di prodotti/servizi (EoW, ISCC, CFP, LCA, Ecolabel servizi, ESG,…).

È nel Consiglio Direttivo di AICQ Emilia-Romagna, partecipa ai Gruppi ESG, NIS2, Comunicazione e al Progetto ORMA. Vicepresidente del Comitato Ambiente & Energia AICQ Nazionale e membro del Consiglio Direttivo del Settore Turismo.

Inoltre, in ICESP (Piattaforma Economia Circolare) è Membro dell’Advisory Board e partecipa ai Focus strategici “Economia circolare e Cambiamenti climatici”, “Ecodesign” e al Pilastro “Diffusione della conoscenza”.

Rivista Qualità AICQ

La Rivista Qualità di AICQ Nazionale è la Rivista italiana per i professionisti della Qualità e dei sistemi di gestione.

Per la pubblicazione come approfondimento nel sito Studio Brancaleone dell’articolo “Direttiva Greenwashing: Sostenibilità e trasparenza nella strategia delle imprese“, comparso nel n. 6/2025 della Rivista Qualità di AICQ Nazionale (Editore) si ringrazia l’Ing. Sergio Bini (Direttore Responsabile) per l’autorizzazione.

Per saperne di più

Lo Studio Brancaleone affianca le imprese nel percorso di adeguamento alla Direttiva Greenwashing, dall’analisi dei claim ambientali alla scelta e implementazione delle certificazioni ambientali più idonee per prodotti e organizzazioni.
Per informazioni e consulenze è possibile contattare lo Studio.


Per approfondimenti, si rimanda all’articolo:

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