Rapporto sull’Economia Circolare in Italia 2024

Il Circular Economy Network ed ENEA il 10 maggio 2024 hanno presentato il VI rapporto sull’economia circolare in Italia con i dati sulle performance di circolarità del nostro Paese rispetto alle maggiori economie dell’UE e un approfondimento sul ruolo delle PMI.

Circular Economy Network

Circular Economy Network è un progetto promosso da Fondazione per lo sviluppo sostenibile ed altri soggetti.

Il Circular Economy Network ed ENEA hanno presentato i dati del Rapporto 2024 sull’economia circolare in Italia durante la Conferenza nazionale sull’economia circolare del 10 maggio 2024, con un approfondimento sul ruolo delle PMI.

Il nostro Paese ha dimostrato in questi anni di potersi ritagliare un ruolo da leader, puntando sulla filiera del riciclo e facendo registrare un’ottima produttività delle materie utilizzate nei cicli produttivi. Ma non basta e non possono essere risultati dati per acquisiti.

L’annuale rapporto curato dal Circular Economy Network, in collaborazione con Enea, fotografa lo “stato dell’arte” dell’economia circolare in Italia.

Indicatori UE

Per la prima volta, le performance di circolarità delle cinque maggiori economie dell’Unione Europea sono state comparate usando gli indicatori della Commissione europea:

  • produzione e consumo,
  • gestione dei rifiuti,
  • materie prime seconde,
  • competitività e innovazione,
  • sostenibilità ecologica e resilienza.

Anche con questa “nuova” metodologia, si conferma il primato dell’Italia (45 punti) in termini di economia circolare, seguita da Germania (38), Francia (30) Polonia e Spagna (26).

I dati in sintesi

Tasso riciclo

Siamo primi in classifica per il tasso di riciclo dei rifiuti. Nello specifico, nel 2021 abbiamo un tasso di riciclo dei rifiuti di imballaggio del 71,7%, 8% in più della media UE27 (64%). Inoltre, il riciclo dei rifiuti urbani in Italia è cresciuto del 3,4% tra il 2017 e il 2022, raggiungendo il 49,2%. La media UE è del 48,6%, la Germania “vince” con il 69,1%.

Produttività risorse

Nel 2022, inoltre, la produttività delle risorse in Italia ha generato, per ogni chilo di risorse consumate, 3,7 euro di PIL, +2,7% rispetto al 2018. La media UE, nel 2022, è 2,5 euro/kg.

Utilizzo circolare materia

Per ciò che concerne il tasso di utilizzo circolare di materia, cioè il rapporto tra l’uso di materie prime seconde generate col riciclo e il consumo complessivo di materiali, l’Italia conferma la sua posizione nel 2022, con un valore pari al 18,7%.

Consumo materiali

Secondo il Rapporto però non va tutto bene. Ad esempio il consumo dei materiali in Italia nel 2022 è stato di 12,8 tonnellate/abitante, minore della media europea (14,9 t/ab) ma in crescita (+8,5%) rispetto alle 11,8 t/ab del 2018.

Importazioni materiali

Ancora, sempre nel 2022, la dipendenza dalle importazioni di materiali dell’Italia (46,8%) è più del doppio della media europea (22,4%), anche se in calo (-3,8%) rispetto al 2018.

Emissioni gas serra

L’indicatore include le emissioni di gas serra di tutte le attività produttive, compresa la produzione di beni e servizi.
Nel 2022, nella UE27, le emissioni di gas serra delle attività produttive, pro capite, sono state pari a 6.481 kg CO2eq., mentre in Italia sono state 5.432 kg CO2 eq., valore inferiore alla media europea. Inoltre, risulta in leggera diminuzione (-1,5%) rispetto a quanto fatto registrare nel 2018, quando tale indicatore era pari a 5.514 kg CO2 eq.

Focus PMI

Tra i focus di questo anno le piccole e medie imprese. Con un’indagine realizzata tra dicembre 2023 e gennaio 2024, in collaborazione con CNA, è stato chiesto a 800 piccoli imprenditori cosa pensano e soprattutto come agiscono rispetto alle politiche green.

Il 65% del campione delle piccole imprese intervistate dichiara di mettere in atto pratiche di economia circolare: oltre il doppio rispetto a quanto rilevato nel 2021. Inoltre, il 10% delle imprese ha intenzione di avvicinarsi all’economia circolare nel prossimo futuro.

Gli interventi realizzati più spesso riguardano l’uso di materiali riciclati (68,2%), la riduzione degli imballaggi (64%), interventi per la durabilità e la riparabilità del prodotto (53,2%). 

Per il 61% delle imprese coinvolte nel sondaggio le misure di economia circolare generano benefici in termini di riduzione dei costi.


Fonte: Circular Economy Network

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